Mille giorni dopo
Antonio Picasso
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Come si racconta una storia già nota? Come si evitano ripetizioni, quando di un fatto si conoscono anche i minimi dettagli? La banalità è un errore che nella memoria del 7 ottobre non si può commettere. Ancora meno la propaganda. Sderot, Kfar Aza, il Nova festival. Sono passati poco più di mille giorni dal più grande massacro nella storia di Israele. La sua “via dolorosa” viene percorsa in continuazione da giornalisti, osservatori, studenti e famiglie.
Scrutano Gaza dalle colline adiacenti alla Striscia. Camminano in silenzio tra le case distrutte dei kibbutz. Scattano foto e girano video. Infine, si fermano a leggere una delle tante biografie scritte sulle colonnine e sui ceppi eretti a memoria dei giovani falciati dalla furia di Hamas. Del 7 ottobre si continua a scrivere. Ogni giorno. Chi odia Israele dice che è già stato fatto fin troppo. E non abbastanza per i morti a Gaza. Eppure, se c’è ancora qualcuno che scuote il capo per quello che lo Stato ebraico sta facendo, vuol dire che quel giorno non è stato raccontato a dovere.







