Reim, 7 lug. (askanews) – Israele “non ha scelta”. “Se devo bombardare una zona e so che moriranno anche degli innocenti, ma è l’unico modo per proteggere mio figlio, allora proteggerò mio figlio”: lo ha dichiarato ad askanews, e a una delegazione di giornalisti italiani, una sopravvissuta al massacro del festival Nova del 7 ottobre.
Può spaventare un rumore sordo in lontananza? Normalmente la risposta è no. Ma se sei una sopravvissuta al massacro del festival Nova del 7 ottobre, quel rumore può risvegliare paure antiche e ferite che non si sono ancora rimarginate.
“Riesco a dormire tranquilla a casa mia solo perché il nostro esercito è dentro Gaza” ha raccontato Mazal Tazazo, israeliana di origini etiopiche, sopravvissuta alla violenza di Hamas che si è abbattuta sul party organizzato al Nova Festival.
“Se l’IDF se ne andasse (da Gaza, ndr) e Hamas rimanesse lì, loro si riorganizzerebbero. Io non credo che resterei qui ad aspettare di essere di nuovo il primo a essere colpito, capisci?”, ha proseguito Mazal, spiegando ad Askanews, e ad altri media italiani, che oggi la sicurezza deriva dalla presenza dei militari israeliani lungo il confine con Gaza.
Mazal è sicura del fatto che, se l’Idf lasciasse Gaza, Hamas tornerebbe ad armarsi e a minacciare Israele. “So che, se il nostro esercito lasciasse Gaza, loro si riorganizzerebbero e rifarebbero tutto da capo. Lo dicono apertamente: è il loro obiettivo” ha specificato Mazal, sostenendo che “il mondo è cieco” nei confronti di Hamas.








