«Io non ho ucciso», balbetta Eitan. «Non ho mai sparato a un civile». Lo dice all’inizio della telefonata, nonostante nessuno glielo abbia chiesto. Perché sia chiaro che quello che è successo e sta succedendo nella Striscia di Gaza non ha a che fare con la sua coscienza. «È lei, la coscienza, con cui poi dobbiamo misurarci», continua Eitan che preferisce rimanere anonimo per questioni di sicurezza.