«Io non ho ucciso», balbetta Eitan. «Non ho mai sparato a un civile». Lo dice all’inizio della telefonata, nonostante nessuno glielo abbia chiesto. Perché sia chiaro che quello che è successo e sta succedendo nella Striscia di Gaza non ha a che fare con la sua coscienza. «È lei, la coscienza, con cui poi dobbiamo misurarci», continua Eitan che preferisce rimanere anonimo per questioni di sicurezza.
I riservisti israeliani che dicono «no» alla guerra: «Ho visto bruciare case e città solo per il gusto di annientare»
Parlano i militari che si dicono contro le scelte di Benjamin Netanyahu: «L'occupazione di Gaza City è una follia. L'80% della popolazione vuole la fine del conflitto, la liberazione degli ostaggi»







