«La morte senza occhi»: è il grido di dolore di una giornalista israeliana che denuncia l'indifferenza dei suoi connazionali per la carneficina a Gaza. Lei è un'israeliana araba, ma si capisce solo dal nome: parla da israeliana agli altri israeliani, senza trovare ascolto. Lo fa anche un ex premier come Ehud Olmert, una vita piena di tutto, guerra e pace fallite e un anno e mezzo di carcere. Anche lui ridotto al ruolo di coscienza inascoltata, che pure aveva finora respinto l'accusa peggiore rivolta al suo Paese. Ma ora non ci riesce più. In questo articolo - pubblicato originariamente sulla Rassegna stampa Prima Ora: se vuoi iscriverti clicca qui - Gianluca Mercuri presenta i due punti di vista, a partire da due articoli pubblicati sulla stampa israeliana.