Roma, 9 luglio 2026 – Lo strappo c’è, ma non si vede. Il Vertice Nato di Ankara si chiude senza una rottura netta, ma gli equilibri transatlantici stanno cambiando. E allo stesso tempo la Turchia sembra voler assumere un ruolo più forte nell’Alleanza. Nathalie Tocci, Docente alla Johns Hopkins School of Advanced International Studies di Bologna e presidente del consiglio scientifico dello IAI, ha analizzato la situazione, con particolare riferimento alla situazione in Medio Oriente e all’Ucraina.

Professoressa Tocci, qual è il risultato del vertice Nato?

“Paradossalmente il vero risultato è che non ci sono risultati. E questa, con l’amministrazione Trump, è una buona notizia. Se ci fossero state decisioni concrete, probabilmente sarebbero state negative, ad esempio un forte ridimensionamento della presenza militare americana in Europa. L’obiettivo era evitare uno scontro politico aperto e consentire alla cooperazione militare di proseguire senza scosse”.

Possiamo dire che il rapporto atlantico si è salvato?

“Politicamente il divorzio c’è già. La differenza è che oggi si cerca di non renderlo plateale. Si riducono i comunicati, la durata dei vertici e le occasioni di conflitto pubblico affinché la cooperazione militare possa continuare. Nessuno, però, si illude più che il rapporto sia quello di un tempo”.