Il presidente americano prima ha drammatizzato, attaccando con metodo i partner. Poi però, in netta contraddizione con i toni e gli argomenti usati nelle ore precedenti, il lieto fine: ha parlato di "molta unità" e addirittura di "immenso amore" tra i 32 alleati

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha trasformato il summit della Nato ad Ankara in un suo show personale, in cui prima ha drammatizzato, attaccando con metodo sia l'Alleanza che gli alleati, specie quelli che osano resistergli, come la Danimarca che non intende cedergli la Groenlandia, e come la Spagna, che si ostina a non voler spendere per la difesa quanto lui vorrebbe. Poi però, in netta contraddizione con i toni e gli argomenti usati martedì e ancora mercoledì mattina, il lieto fine: il presidente ha parlato di "molta unità" e addirittura di "immenso amore" tra i 32 alleati.

Per il presidente Usa, che ha passato le ore precedenti a strapazzare sia la Nato nel suo complesso che gli alleati, specialmente alcuni, e tra questi anche l'Italia, il summit è stato un "grande successo". Ha anche espresso rammarico perché la stampa non ha potuto assistere ai lavori, che si tengono a porte chiuse. Ha lodato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e lo stesso segretario generale Mark Rutte, che, ha sottolineato, ha fatto "un grande lavoro, è un fantastico unificatore".