Dalle dure parole contro Teheran alle critiche a Italia, Spagna e Danimarca, fino all'apertura verso Zelensky e al cambio di tono nella conferenza finale
Dopo un primo giorno dai toni più misurati, Donald Trump torna protagonista al vertice Nato con una raffica di dichiarazioni destinate a far discutere. Dall'Iran all'Italia, passando per Spagna, Danimarca, Israele, Turchia e Ucraina, il presidente americano alterna attacchi, accuse e aperture, fino a chiudere la giornata con un inaspettato cambio di tono.
"Con l'Iran è finita"
Se durante la cena di gala della sera precedente Trump aveva mantenuto un profilo più istituzionale, al suo arrivo al vertice si presenta con un messaggio durissimo nei confronti di Teheran, all'indomani dei bombardamenti notturni ordinati dagli Stati Uniti. «Per quel che mi riguarda, l'intesa con l'Iran è finita», afferma il presidente.
Trump rivendica poi l'operazione militare, definendo gli ayatollah «persone molto pericolose» e aggiungendo: «Sono malati, c'è qualcosa che non va in loro». Ricorda quindi di aver intimato all'Iran di «andare a fare i funerali» dopo i precedenti raid, accusando Teheran di aver invece ripreso il lancio di missili. «Per questo ieri sera li abbiamo colpiti molto duramente», conclude.










