È un Donald Trump contro tutti, in particolare proprio contro gli stessi alleati. Anche questa volta ad Ankara il presidente Usa è riuscito a trasformare un summit in uno show personale. Prima dell’inizio del vertice Nato lancia le sue frecciate contro l’Italia (“pessima” nella gestione basi statunitensi per la guerra in Iran), contro la Danimarca che non intende cedergli la Groenlandia e contro la Spagna (“un caso senza speranza“) che si ostina a non voler spendere per la difesa quanto lui vorrebbe, minacciando l’interruzione dei rapporti commerciali. Da un lato le critiche degli alleati, dall’altro le lodi alla Cina e al presidente Xi Jinping del quale Trump non nascondere di essere “un grande fan“. Il vertice dell’Alleanza Atlantica in Turchia non inizia nel migliore dei modi ma si chiude con le frasi serene e concilianti dello stesso presidente Usa: “Ho ricevuto molto amore al summit”, ha dichiarato parlando anche di “tanta unità“. “Direi che non poteva andare meglio”, ha concluso.
“L’Italia è stata pessima”
In mattinata, in conferenza stampa accanto al segretario generale della Nato Mark Rutte, Trump torna a puntare il dito contro l’Italia. Dopo la cena di martedì sera la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto velocemente alle domande dei giornalisti dicendo di avere “rapporti cordiali” con il presidente americano. Ma poche ore dopo però il tycoon rincara la dose: “L’Italia è stata pessima per quanto riguarda le loro basi, come sapete”, e lo sono stati “anche un paio di altri Paesi”, ha osservato.











