Probabilmente per Donald Trump è un gioco psicologico, che consiste nel non dare mai riferimenti ad alleati e avversari. Ieri il presidente Usa, nel bilaterale con Erdogan ad Ankara in vista del vertice Nato, è tornato sul suo rapporto con Giorgia Meloni: "Penso che sia una brava persona", ha esordito Trump rispondendo a un giornalista che gli domandava del post con il meme sulla premier e la necessità di un ordine restrittivo. "Il nostro rapporto è diventato un po' cattivo, ha rifiutato di aiutarci - ha continuato -. Io non le ho messo pressione. Ha rifiutato di essere coinvolta sullo Stretto di Hormuz, ha rifiutato di essere coinvolta sull'Iran. Ha guastato il mio rapporto. Mi piace, è una brava persona, ma penso che abbia fatto un errore. Gli Stati Uniti hanno tanto petrolio, più di chiunque altro, non ci serve Hormuz. Noi lo facciamo perché pensiamo sia importante. Lei non c'è stata per noi e non ne sono stato felice".Rispetto ai toni durissimi delle ultime sortite social è un parziale cambio di rotta. Che però non persuaderà la premier italiana ad abbassare la guardia, come aveva fatto ad Evians in occasione del G7. Giorni in cui si illuse che il rapporto si poteva ricucire, e che invece il presidente Usa ha utilizzato per attaccare ancora più duramente la presidente del Consiglio.Parlando più in generale, Trump è tornato ad esprimere la sua "delusione" verso la Nato. "Sono venuto solo per l'amico Erdogan...", dice. La lingua batte dove il dente duole: "L'Italia ci ha rifiutato aiuto'' nella guerra contro l'Iran, così come ''la Germania e la Francia'', insiste Trump. ''Perché spendiamo centinaia di miliardi di dollari e loro non ci sostengono? Noi ci siamo sempre stati per loro'', si è chiesto Trump. "Non avevamo bisogno di alcun aiuto. E in un certo senso, stavo mettendo alla prova le persone, stavo verificando se sarebbero state dalla nostra parte'', ma ''non ero sicuro che sarebbero state dalla nostra parte". Giochi psicologici, appunto, con contesto una guerra, bombe, missili e aerei da combattimento. A poche ore dall'inizio ufficiale del vertice, Trump cala subito i temi più temuti: "Potremmo ritirare tutti i nostri soldati dall'Europa". E ancora: "La Groenlandia dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti, è importante per gli Usa".Il presidente Usa, a margine del bilaterale con Erdogan, si mostra fiducioso sulla volontà di un accordo tra Zelensky e Putin. Ma sulla guerra all'Ucraina muove un altro atto di accusa, e rivendica: il conflitto "non riguarda gli Stati Uniti. Quando c'era Biden, ha dato loro equipaggiamenti per centinaia di miliardi di dollari. Ora vendo queste attrezzature a un prezzo equo, a prezzo pieno, e le vendo non all'Ucraina, le vendo all'Unione europea. Loro ci pagano, ma per me non c'è altro da fare che salvare vite umane".C'è spazio per un po' di ideologia Maga applicata al Vecchio Continete: "Come avrete probabilmente notato, l'Europa è un posto molto diverso da com'era vent'anni fa, molto diverso, e farebbero bene a stare attenti all'immigrazione e all'energia. Se non stanno attenti a questi due aspetti, non avremo più un'Europa".Al suo fianco Erdogan lo lascia sfogare, però poi quando tocca a lui parlare, va al cuore degli interessi turchi: entrare nel programma F-35. "Siamo aspettando che questa promessa venga onorata. Il presidente Trump è stato di parola con noi ogni volta. Speriamo che il summit tra i leader porterà risultati" anche sulla fornitura di motori da parte degli Stati Uniti per i jet turchi di quinta generazione Kaan, ha aggiunto il leader turco. "Credo che (Trump) condividerà con noi una buona notizia su questo", ha detto il leader turco. Un modo diverso, più diretto rispetto ai leader europei, di approcciarsi al capo dell'amministrazione Usa.
Sulla Nato il ciclone Donald. Che fa una mezza virata su Meloni: mi piace, però con noi ha sbagliato
Il presidente Usa sbarca ad Ankara per il vertice dell'Alleanza. Il nuovo affondo: deluso da Italia, Francia e Germania, volevo metterli alla prova... La premier non abbassa la guardia











