PIEVE DI SOLIGO - Si è avvalso della facoltà di non rispondere uno dei tre giovani arrestati per la violenta rapina avvenuta lo scorso marzo a casa del dentista Alessandro Bubola. Mentre gli altri due hanno ammesso gli addebiti, ma hanno chiesto di essere interrogati successivamente dal pubblico ministero.
Questa mattina, martedì 7 luglio, sono stati interrogati due diciannovenni, Soufian El Khadraoui e Daniel Popko, rispettivamente di origine algerina e macedone, e un ventenne magrebino, Rami Lamenadjelia. Tutti residenti tra Farra e Pieve di Soligo. Devono rispondere dell'accusa di aver agito assieme al 18enne Alil Mashkuli, arrestato poche ore dopo il colpo. LA VICENDA La banda aveva fatto irruzione nella casa dei Bubola in via Luigi Pederiva in località Pantean, dopo le 21 di mercoledì 12 marzo. I quattro sono arrivati da direzioni diverse: tra dai campi mentre il 20enne alla guida dell’auto, in quanto amico di uno figli della famiglia, era rimasto lungo la strada pronto a partire. Gli altri tre, invece, dopo aver scavalcato la recinzione, hanno bussato alla porta e sono entrati in azione. Un blitz culminato in una violenta colluttazione tra il padrone di casa, il dentista 58enne, e uno dei tre rapinatori armati di coltello e pistola. Dopo aver immobilizzato l’uomo, sanguinante per le botte ricevute, hanno puntato un coltello alla gola della moglie e la pistola verso i figli, una ragazza di 17 anni e un ragazzo di 20, costringendoli ad aprire la cassaforte da cui hanno rubato 50mila euro in contanti più alcuni gioielli.







