PIEVE DI SOLIGO (TREVISO) - Chiuse le indagini sulla violenta rapina avvenuta a casa del dentista Alessandro Bubola il 11 marzo scorso: i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Vittorio Veneto hanno arrestato due diciannovenni, Soufian El Khadraoui e Daniel Popko rispettivamente di origine algerina e macedone, e un ventenne magrebino, Rami Lamenadjelia. Tutti residenti tra Farra e Pieve di Soligo, hanno agito assieme al 18enne Alil Mashkuli, arrestato poche ore dopo il colpo.

Ai tre arresti per rapina aggravata in concorso, si aggiungono anche tre denunce per favoreggiamento nei confronti della madre del primo arrestato, una 43enne residente a Moriago della Battaglia che ha fatto di tutto per depistare le indagini, un 20enne di Cison di Valmarino e una 18enne, fidanzata di uno dei due diciannovenni arrestati. Quest’ultima, non solo è accusata di aver rilasciato false dichiarazioni, ma a casa nascondeva anche la pistola giocattolo utilizzata durante la rapina e posta sotto sequestro.La ricostruzione La banda aveva fatto irruzione nella casa dei Bubola in via Luigi Pederiva in località Pantean, dopo le 21 di mercoledì 12 marzo. I quattro sono arrivati da direzioni diverse: tre dai campi mentre il 20enne alla guida dell’auto, in quanto amico di uno figli della famiglia, era rimasto lungo la strada pronto a partire. Gli altri tre, invece, dopo aver scavalcato la recinzione, hanno bussato alla porta e sono entrati in azione. Un blitz culminato in una violenta colluttazione tra il padrone di casa, il dentista 58enne Alessandro, e uno dei tre rapinatori armati di coltello e pistola. «Erano violenti, bruschi nei modi - aveva raccontato - li abbiamo rassicurati sul fatto che avremmo dato loro tutto ciò che chiedevano, ma loro continuavano a usare violenza».I banditi volevano la cassaforte, sapevano che era in casa. E dopo aver immobilizzato l’uomo, sanguinante per le botte ricevute, hanno puntato un coltello alla gola della moglie e la pistola verso i figli, una ragazza di 17 anni e un ragazzo di 20, costringendoli ad aprire la cassaforte da cui hanno rubato 50mila euro in contanti più alcuni gioielli. Preso il bottino sono risaliti in auto per poi dividersi.Il 18enne Mashkuli era poi salito in un’altra auto guidata da un amico, poi fermata dai militari in via San Giacomo di Follina. Aveva il volto tumefatto, pieno di graffi e lividi. Con sé aveva anche 14mila euro. Per lui erano subito scattate le manette. Da lì le indagini da parte della compagnia vittoriese sono proseguite per delineare il quadro completo di tutti i responsabili. I due 19enni e il 20enne, sono rimasti nella stessa auto diretti a Tovena, dove li aspettava un amico ai domiciliari che li ha ospitati. Qui si sono divisi la refurtiva. Una parte è stata utilizzata dalla madre 43enne di Mashkuli, che l’ha usata per pagare le spese legali del figlio. Più volte la donna ha tentato di negare agli inquirenti il suo coinvolgimento nella vicenda, così come la compagna 18enne e il 20enne di Cison. Ma gli investigatori del nucleo di Vittorio Veneto avevano in mano tutti gli elementi per incastrarla.Per quanto riguarda i tre arrestati invece, ora si trovano in carcere e nei prossimi giorni saranno sottoposti all'interrogatorio di garanzia davanti al gip. Per le forze dell’ordine, la banda sebbene composta da giovanissimi aveva già una certa esperienza. I rapinatori, infatti, hanno tutti precedenti per reati contro il patrimonio e sono tenuti d’occhio da tempo per altre attività simili. Mashkuli, in particolare, era uno dei quattro rapinatori che la notte tra il 19 e 20 marzo del 2025, da minorenne, aveva messo a segno un colpo analogo nella villa della nota famiglia di gelatai Doimo-Merkel a Refrontolo: una rapina che aveva fruttato al commando di quattro giovani banditi un bottino di 8mila euro in contanti.