PIEVE DI SOLIGO La descrizione sommaria di uno dei tre rapinatori data da Alessandro Bubola agli investigatori del nucleo operativo dei carabinieri di Vittorio Veneto, arrivati a casa sua pochi minuti dopo la terribile rapina subita, ha subito indirizzato la ricerca sulla pista giusta. I militari dell’Arma hanno subito sospettato che quel ragazzo, giovane, armato di coltello e col volto travisato, potesse essere lo stesso che giusto un anno fa, nel marzo del 2025, aveva partecipato alla rapina nella villetta di Refrontolo della famiglia Doimo.

Del resto la dinamica usata allora è stata la stessa messa in atto nel blitz a Pieve di Soligo: scampanellata alla porta per farsi aprire, irruzione con coltello e pistola in pugno, famiglia dei padroni di casa pesantemente minacciata e soprattutto cassaforte presa di mira. E il fatto che i tre rapinatori di casa Bubola abbiano subito chiesto di aprirla senza fare altre domande, facendo capire di sapere già della sua esistenza, fa sospettare la presenza di un basista o che qualcuno a conoscenza delle abitudini della famiglia avesse spifferato tutto.

E infatti, quando nel cuore della notte tra mercoledì e giovedì è stato arrestato a Follina un 18enne trovato con addosso parte del denaro contante appena rubato, il volto tumefatto con ferite compatibile con la rissa avuta col padrone di casa e con in macchina un coltello usato per la rapina in macchina, si sono resi conto che i sospetti erano giusti. Si trattava della stessa persona: un anno fa però era minorenne e nei suoi confronti, per quell’episodio, è scattata una denuncia ma nessuna misura di custodia cautelare.