PIEVE DI SOLIGO (TREVISO) - «Chi delinque deve pagare». Sono giorni delicati per la famiglia Bubola dopo la rapina subita mercoledì sera nella villa di proprietà in località Patean a Pieve di Soligo. Oltre al dolore fisico per la violenza posta in essere dai rapinatori nei confronti di Alessandro Bubola, dentista ortodontista 59enne, e di sua moglie Rossella Tramet, noto avvocato vicina al mondo dell’arte, è la ricaduta psicologica per quanto accaduto ad avere la priorità per la famiglia pievigina.

Il primo pensiero di Bubola e della moglie va ai figli, soprattutto a quelli presenti durante la violenta incursione dei rapinatori, che faranno fatica a dimenticare le immagini drammatiche di quella che, per le dinamiche che si sono create, poteva apparire una scena da film, ma anche al figlio maggiore, perché non covi sentimenti di vendetta.

Avvocato Tramet, ha detto che il primo pensiero va ai vostri figli. Come hanno reagito a quello che è successo?

«I miei due figli più giovani, che erano a casa con noi la sera della rapina, sono rientrati a scuola e devo dire che, fin da subito, hanno ricevuto solidarietà e calore da parte di compagni e insegnanti. Li ringraziamo di cuore e il nostro grazie va anche a tutte quelle persone che in questi giorni ci hanno chiamato per manifestare la loro solidarietà e vicinanza, anche quelle che non sentivamo da tempo».