PIEVE DI SOLIGO - È stato scarcerato Alil Mashkuli, il 19enne di Cison di Valmarino arrestato lo scorso marzo dopo la violenta rapina alla villa del dentista Alessandro Bubola, e finito nei guai anche per un’altra rapina in villa, quand’era ancora minorenne, nella vicina Refrontolo. Il ragazzo, difeso dagli avvocati Danilo Riponti e Giorgio Pietramala, è stato posto agli arresti domiciliari. Se inizialmente, dopo l’arresto, Mashkuli si era chiuso in un mutismo assoluto, poco tempo fa il giovane si è invece aperto in una confessione agli inquirenti: «È stata una mia decisione quella di commettere la rapina a casa della famiglia Bubola perché, vedendo l’elevato tenore di vita di Ettore e Rolando Bubola (figli del dentista Alessandro, ndr) pensavo potessero avere denaro contante in casa».
Sempre nei giorni scorsi gli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Michele Permunian, avevano chiuso le indagini sulla violenta rapina alla villa del dentista: i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Vittorio Veneto hanno arrestato due diciannovenni, Soufian El Khadraoui e Daniel Popko rispettivamente di origine algerina e macedone, e un ventenne magrebino, Rami Lamenadjelia, tutti residenti tra Farra e Pieve di Soligo, accusati di aver agito assieme a Mashkuli. Proprio uno di loro, Daniel Popko, assistito dall’avvocato Jacopo Stefani e al momento in carcere a Belluno, ha presentato in questi giorni ricorso al tribunale del riesame per chiedere la scarcerazione e la modifica della custodia cautelare. La parola spetterà ai giudici.Rapina nella villa del dentista Bubola, la lettera della moglie: «Noi vittime di tre ragazzi, lottiamo contro il disagio giovanile» LA RICOSTRUZIONE Secondo la ricostruzione della Procura, la banda aveva fatto irruzione nella casa dei Bubola in via Luigi Pederiva in località Pantean, dopo le 21 di mercoledì 12 marzo, arrivando da direzioni diverse: tra dai campi mentre il 20enne alla guida dell’auto, in quanto amico di uno figli della famiglia, era rimasto lungo la strada pronto a partire. Gli altri tre, invece, dopo aver scavalcato la recinzione, hanno bussato alla porta e sono entrati in azione. Un blitz culminato - secondo le accuse - in una violenta colluttazione tra il padrone di casa, il dentista 58enne Alessandro, e uno dei tre rapinatori armati di coltello e pistola. «Erano violenti, bruschi nei modi - aveva raccontato - li abbiamo rassicurati sul fatto che avremmo dato loro tutto ciò che chiedevano, ma loro continuavano a usare violenza».Stando a quanto messo insieme dagli inquirenti, i banditi volevano la cassaforte, sapevano che era in casa, e dopo aver immobilizzato l’uomo, sanguinante per le botte ricevute, hanno puntato un coltello alla gola della moglie e la pistola verso i figli, una ragazza di 17 anni e un ragazzo di 20, costringendoli ad aprire la cassaforte da cui hanno rubato 50mila euro in contanti più alcuni gioielli. Preso il bottino sono risaliti in auto per poi dividersi. Poi l’arresto di Mashkuli, fermato dai militari in via San Giacomo di Follina. Il caso resta comunque ancora in una delicata fase d'inchiesta. L’accusa ipotizzata è quella di rapina pluriaggravata.






