Comincia oggi l'iter che nel giro di pochi giorni dovrebbe consegnare all'Eav un vertice nuovo. Ci sarà, infatti, l’assemblea dei soci con due punti all'ordine del giorno: approvazione del bilancio e modifica dello statuto sociale. Ed è proprio il secondo punto quello che ridisegna la governance della società regionale dei trasporti. Circum, Carolina: «Per ore sul bus e arrivo in ritardo al Conservatorio»Al posto del consiglio di amministrazione e del presidente che oggi la guidano, lo statuto riformato introduce la figura dell'amministratore unico, cui viene affidato anche il potere di delineare l'organigramma dirigenziale. Conseguenza diretta: la carica di direttore generale, che Umberto De Gregorio ha finora cumulato con quella di presidente, diventa facoltativa. Con ogni probabilità, semplicemente non ci sarà.

La riforma Sulla riscrittura dello statuto ha pesato nei giorni scorsi un parere dell'Organismo di Vigilanza di Eav, che pur riconoscendo condivisibili le finalità della riforma segnalava alcuni nodi: la concentrazione dei poteri in un solo soggetto, l'ampiezza delle ipotesi di revoca legate agli indirizzi regionali, l'assenza di riferimenti all'Organismo stesso nel nuovo testo. Rilievi che per settimane hanno alimentato un fitto confronto, se non proprio uno scontro, tra Palazzo Santa Lucia e De Gregorio. Le acque, però, si sono appianate, e il cambio della guardia si annuncia indolore: De Gregorio e l'intero cda potrebbero dimettersi subito dopo il voto odierno o presentarsi comunque dimissionari entro la prossima assemblea, attesa per il 14 luglio, anche se la data non può dirsi ancora certa. A quel punto toccherà a Pietro Diamantini diventare amministratore unico di Eav. Il manager qualche giorno fa si è congedato da Trenitalia con un lungo messaggio su LinkedIn. Ha ripercorso la nascita dell'Alta Velocità italiana, la telefonata in cui gli chiesero cosa pensasse del nome Frecciarossa, l'orgoglio per il progetto del Frecciarossa 1000, definito «il più bel treno al mondo». E chiude smentendo il consiglio ricevuto il primo giorno di lavoro, quel «non affezionarti mai alle aziende»: perché certe aziende, scrive, «finiscono per diventare parte di te». Il tempo dirà se il manager finirà per affezionarsi anche ad Eav. Il bilancio Intanto De Gregorio incassa l'ennesimo bilancio in utile, cinque milioni, l'ultimo di una gestione decennale che sui conti non ha mai vacillato, ma che è sempre stata caratterizzata da polemiche, spesso molto feroci, sulla qualità dei servizi. Specialmente la Circumvesuviana ha rappresentato la nota dolente della gestione del commercialista napoletano: pochi treni, soppressioni e guasti lungo le linee, chiusure, scioperi. Non è un caso che proprio su questo punto il vicepresidente Mario Casillo, delega ai Trasporti, avesse già anticipato la linea in una recente intervista al Mattino: bene i conti in ordine, ma ora la priorità cambia rotta. La prima risposta dovrebbe arrivare con i treni nuovi della Circumvesuviana: il primo ha ottenuto il via libera ad essere messo su rotaia appena qualche giorno fa ed entro questo mese andrà in servizio. Da solo, non risolverà il problema della carenza di convogli, ma si tratta comunque di un segnale. Riflettori puntati anche sugli investimenti riguardanti le infrastrutture: per esempio il nuovo segnalamento della Circumvesuviana, che pure dovrebbe garantire maggiore efficienza e meno problemi. Le tariffe E forse proprio per sottolineare il cambio di passo, ieri l’Eav ha annunciato la firma del contratto con Bertolotti SpA per la fornitura di otto locomotori, a scartamento ridotto e ordinario, da realizzare in quattro anni per 24 milioni di euro: un tassello che si aggiunge al rinnovo del parco rotabile già avviato con gli elettrotreni Stadler. Sullo sfondo, anche una questione che riguarda le tasche dei viaggiatori. La giunta Fico ha approvato il 30 giugno un adeguamento inflattivo delle tariffe pari al 5,8 per cento, su ferro, gomma e mare: un biglietto della metropolitana salirà di circa dieci centesimi. Restano congelati abbonamenti mensili e annuali, a tutela di lavoratori e studenti. La delibera, che stanzia per il 2026 oltre 734 milioni per i trasporti campani, fissa il principio dell'aumento e ne demanda l'attuazione alla Direzione generale Mobilità.