Sono bastati pochi minuti, nelle prime ore della mattinata di ieri, per chiudere una stagione e aprirne un’altra. L’assemblea dei soci Eav, convocata con due soli punti all’ordine del giorno, ha impiegato il tempo di una seduta lampo per approvare il bilancio 2025 e il nuovo statuto sociale, mettendo però in moto un meccanismo destinato a cambiare il volto della governance regionale dei trasporti. Sufficienti le dimissioni di due consiglieri, Paola Capobianco e Fabrizio Martone, per far scattare la decadenza automatica dell’intero consiglio di amministrazione. A non dimettersi è stato Umberto De Gregorio, presidente del cda: almeno è quello che si evince da un comunicato della Regione, nel quale il nome del commercialista napoletano non viene mai fatto. Interpellato sull’esito dell’assemblea, De Gregorio si è chiuso in una sequenza di «no comment» che lascia intuire una certa insoddisfazione. Il comunicato della Regione non aiuta a stemperare questa sensazione di polemica strisciante: il ringraziamento per il lavoro svolto viene rivolto genericamente ai componenti del CdA. Anche l’assessore ai Trasporti Mario Casillo, in una recente intervista al Mattino, aveva evitato di ringraziare De Gregorio esplicitamente, sebbene in passato abbia più volte sottolineato in maniera positiva l’impegno dell’ormai ex presidente Eav. Un dettaglio che, sommato al silenzio del diretto interessato e alla formula asciutta del comunicato regionale, restituisce l’immagine di un passaggio di consegne meno disteso di quanto viene descritto.