In mattinata è direttamente il governatore Fico ad annunciare un provvedimento di svolta per Eav. Che puntuale arriva nel pomeriggio e che ridisegna la governance della holding dei trasporti spianando la strada al nuovo vertice. Questione di giorni, il tempo di approvare nuovo statuto e bilancio il prossimo 7 luglio nell’assemblea dei soci, e poi finirà il decennio del deluchiano Umberto De Gregorio, attualmente presidente e direttore generale. Ruolo quest’ultimo che, nel nuovo statuto, non è più espressamente previsto. Sarà il nuovo vertice a decidere. E comunque non potrà, da oggi in poi, essere una sola persona a sedere in contemporanea su due poltrone. In questo modo viene spianata la strada del nuovo amministratore che, quasi sicuramente, dovrebbe essere Pietro Diamantini, napoletano doc che ha ricoperto per anni il ruolo di capo dell’Alta Velocità di Trenitalia. Un manager super esperto che avrà il compito di rilanciare la holding e, soprattutto, far dimenticare il marchio di peggiore linea d’Italia per la Circumvesuviana, secondo i report dell’ultimo ventennio di Legambiente.
Il governatore «Come sapete i trasporti per noi sono una delle questioni centrali, principali, perché pensiamo che siano un diritto e noi come Regione vogliamo far sì che le persone possano godere dei propri diritti. Il trasporto pubblico è - spiega il governatore Roberto Fico anticipando la delibera di giunta - un diritto e quindi stiamo andando in questa direzione per farlo al meglio». Poi nel pomeriggio a Santa Lucia la delibera che riscrive lo statuto di Eav. In pratica le modifiche servono «ad accrescere l’efficienza operativa della società e ad assicurare una maggiore omogeneità delle disposizioni statutarie applicabili alle società in house e a totale partecipazione pubblica della Regione Campania». Norme, chiariscono da palazzo Santa Lucia, per potenziare «il ruolo della Regione in qualità di socio unico». La società, inoltre, verrà guidata da un amministratore unico o, in alternativa, da un cda di tre membri. In ogni caso che sia un amministratore o un membro del consiglio non potrà ricoprire in contemporanea anche la carica di direttore generale. Quest’ultima figura, però, nel nuovo statuto non viene più espressamente prevista. Due passaggi che servono ad evitare un altro caso De Gregorio, un altro accumulo di due poltrone in mano alla stessa persona.Ora la parola passa, ma è pura formalità, all’assemblea dei soci che deve dare il via libera al nuovo statuto. Se ne parla il 29 giugno o il 7 luglio, in seconda convocazione, quando deve essere approvato anche il bilancio della holding dei trasporti. Giorni che serviranno non solo a preparare l’arrivo per il nuovo manager ma anche per tentare di chiudere in maniera bonaria la parabola di De Gregorio il cui incarico di direttore generale scade l’anno prossimo.Interesse di palazzo Santa Lucia è chiudere il rapporto in maniera bonaria, evitando qualsiasi strascico giudiziario con il manager deluchiano. Ad occuparsene, in prima persona, è il vicegovernatore dem Mario Casillo che ha la delega ai Trasporti: nelle sue mani non solo la scrittura del nuovo statuto ed il cambio di governance dell’Eav ma anche i colloqui per chiudere la stagione De Gregorio in maniera bonaria. E nel giro di pochi giorni. O, in alternativa, al netto di strascichi giudiziaria con De Gregorio ormai in uscita, l’ipotesi che sia il nuovo manager ad occuparsene. Nel nuovo statuto, infatti, non viene prevista espressamente la casella del direttore generale. «Previa autorizzazione dell’assemblea dei soci, l'organo amministrativo, con provvedimento puntualmente motivato, può nominare il direttore generale. Analogamente procede in caso di mancata nomina, fornendo le relative motivazioni all’assemblea», recita l’articolo 19 bis del nuovo statuto. È una clausola che serve a blindarsi laddove non si risolvesse in via bonaria un accordo con Umberto De Gregorio. Nel caso facesse resistenze a mollare la poltrona, viene previsto come quella poltrona venga cancellata dall’organigramma.













