Mentre la partita sulla governance di Ferrovie dello Stato resta aperta, con l’amministratore delegato Stefano Donnarumma che resta nel mirino del governo e sembra destinato alla sostituzione, arrivano le dimissioni del Chief financial officer Fabio Paris. Il manager era stato nominato un anno e mezzo fa e lascerà l’azienda per raggiungere, molto probabilmente, un incarico in Open Fiber. Si tratta di un addio di un manager importante che si aggiunge al quadro instabile che si è creato dentro l’azienda con i movimenti registrati nel consiglio di amministrazione. Le dimissioni della consigliera in quota Mef Tiziana De Luca, seguite da quelle di Caterina Belletti, hanno ridotto i membri da sette a cinque, alimentando le voci di un possibile ribaltone con dimissioni a catena. Martedì si è riunito nuovamente il cda di Ferrovie ma non ha affrontato il nodo delle due caselle rimaste vacanti dopo le dimissioni dei consiglieri. Il prossimo appuntamento è atteso per l’approvazione della semestrale nella prima settimana di agosto. Il Tesoro ha davanti più opzioni: indicare due nuovi consiglieri prima di quella data, oppure spingere per un azzeramento complessivo, favorendo dimissioni a catena e aprendo la strada a un ricambio dei vertici.