L'avventura di Stefano Donnarumma alla guida di Ferrovie dello Stato è arrivata al capolinea. Secondo quanto filtra da fonti vicine al dossier, il manager si sarebbe dimesso ieri al termine di un vertice con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, convocato per chiudere una fase di tensione crescente tra l'azienda e il governo.

Donnarumma, arrivato alla guida del gruppo due anni fa proprio per volontà di Salvini, era da tempo in rotta con il ministero dell'Economia, azionista di Fs, e doveva gestire un clima interno sempre più pesante. Solo ieri si erano dimessi anche il direttore finanziario Fabio Paris e, nei giorni precedenti, due consiglieri del cda, tra cui Tiziana De Luca, dirigente del Tesoro e vicecapo di gabinetto del ministro Giancarlo Giorgetti. Una serie di addii che, secondo le stesse fonti, avrebbe convinto l'ad che la sua posizione fosse ormai compromessa.

Nelle ultime ore si sarebbe discusso anche dell'entità della buonuscita, che da contratto si aggirerebbe attorno a 1,5 milioni di euro, anche se le richieste del manager sarebbero superiori. Nelle settimane scorse a Donnarumma non era riuscito il tentativo di un passaggio a Fibercop, la società della rete ex Tim, ipotesi che resta sul tavolo come possibile destinazione futura.