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Massimo Franco

L’atto celebrativo della propria alleanza che le opposizioni faranno oggi a Napoli sarà avvolto, comunque, da un alone di ambiguità

L’atto celebrativo della propria alleanza che le opposizioni faranno oggi a Napoli sarà avvolto, comunque, da un alone di ambiguità. Il presidente della Regione Campania, il post grillino Roberto Fico, sentenzia che «il vero leader di tutti è il programma»: slogan che dovrebbe eludere la competizione per la candidatura a Palazzo Chigi tra la segretaria del Pd, Elly Schlein, e il capo del M5S, Giuseppe Conte. Ma la trovata lessicale di Fico dimentica che anche su alcuni punti determinanti del progetto i partiti sono divisi.

Non c’è solo una divergenza vistosa sulla politica estera, che vede gran parte del Campo largo tiepida sul sostegno all’Ucraina, se non filorussa; contraria alle spese militari dell’Ue; critica verso le istituzioni europee e altrettanto verso la Nato. Anche sui temi economici, a cominciare dall’ipotesi di un’imposta patrimoniale, le posizioni appaiono confuse. Più che uno schieramento alternativo compatto e coerente a quello della destra, si intravede una sommatoria di partiti decisi a non far vincere il governo come nel 2022.