La piazza della sinistra finisce nel caos: slogan, fischi e streaming interrotto. Conte prova a sfidare i contestatori, Fratoianni tenta la mediazione. Furia Bonelli: “Siete dei fascisti”
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Doveva essere la prova generale dell’alternativa di governo. È finita, almeno per qualche minuto, nel caos. A Napoli il campo largo si è scoperto improvvisamente strettissimo, assediato non dalla destra, non dal governo, non dai “nemici” evocati nei comizi, ma da un pezzo di quella stessa galassia di sinistra che – quantomeno sulla carta - dovrebbe rappresentare il suo retroterra naturale.La manifestazione è stata interrotta dalla protesta di un gruppo di militanti di Potere al popolo, entrati in piazza con bandiere e slogan. Urla, fischi, interventi impediti dal palco, diretta streaming sospesa per alcuni minuti. Una scena plastica: i leader dell’opposizione riuniti per mostrarsi compatti e il primo inciampo arriva da sinistra. Dal loro fianco scoperto.Nicola Fratoianni, leader di Sinistra italiana, è sceso tra la folla nel tentativo di dialogare con i contestatori. Poco dopo è toccato a Giuseppe Conte provare a riprendere il controllo della piazza. Il presidente del Movimento 5 Stelle è salito sul palco mentre dalla contestazione partivano grida di “vergogna” e “fuori, fuori”. "Siete dei fascisti. È stata una vergogna, una provocazione inaccettabile. Voi siete alleati di chi vuole Meloni e Vannacci al Governo", la rabbia di Angelo Bonelli.Conte ha cercato il corpo a corpo verbale: “Perché non venite a parlare con noi da questo lato? Lasciate stare gli attivisti che stanno qui, non fate i fenomeni con gli attivisti. Se siete qui è perché con noi potete parlare”. Parole da capo politico che tenta di trasformare la contestazione in confronto. Ma l’immagine resta: il campo largo chiamava la piazza per lanciare la riscossa e la piazza ha restituito una rissa interna.Il paradosso è tutto qui. La coalizione che vorrebbe presentarsi come alternativa credibile al centrodestra fatica persino a tenere insieme il proprio popolo. Pd, Cinque Stelle, Avs, ambientalisti, sinistra radicale, movimentisti, amministratori locali: tutti dentro, almeno nelle intenzioni. Ma appena il cartello esce dalle conferenze stampa e mette piede in piazza, emergono fratture, rancori, accuse di ambiguità e competizioni per l’egemonia.











