La sinistra ha scelto la svolta guardona e bacchettona. Sulla via del voyeurismo i compagni hanno decretato all’unanimità, finalmente, l’unità del Campo Largo. Tutti d’accordo, da Schlein a Conte, da Bonelli a Fratoianni, forse recuperano anche Calenda, di sicuro non c’è spazio per un accordo sottobanco con Forza Italia, «il partito dell’amore» che fu del mai troppo compianto Silvio. È giunto il momento di una forte battaglia di identità, di programma, una cosa di sinistra e di robusto nannimorettismo: il ripristino dei canoni dell’ars amatoria, la condanna del tradimento, la fine dell’era del degrado morale, il divieto delle corna. Se la linea politica dei progressisti è questa, dobbiamo trarne le gravi e urgenti conseguenze: i ministri nei prossimi governi andranno estratti a sorte da una lista di candidati di comprovata fedeltà, meglio se praticanti dell’astinenza sessuale. Basta con il piacere della carne e la debolezza dei sensi, servono dicasteri retti da servitori dello Stato.
Una classifica di potenziali attaccasottane, elaborata con gli ultimi modelli di Intelligenza Artificiale, renderà il lavoro di selezione più snello e rapido. Per i pentiti, sarà istituito un osservatorio e consultorio di recupero, con i migliori psicologi e scienziati del comportamento. L’osservazione metodica del rigore sessuale, prima che sopraggiunga il rigor mortis, sarà nel programma di governo delle sinistre. La vigilanza della Buoncostume ministeriale sarà severa, va d’altronde garantito all’opposizione che lo sbraco non alteri le regole democratiche e il gioco istituzionale. L’apertura alla riforma Zan sarà totale, tutti i generi saranno inclusi nelle nuove norme etiche, ma nel rispetto delle promesse laiche di fedeltà e assistenza reciproca. La destra subirà uno shock esistenziale, per molti sarà una questione di sopravvivenza e garanzia delle minoranze, ma dopo un periodo di adattamento, tutti capiranno che il kamasutra istituzionale è un problema per la tenuta della Repubblica.






