Ieri Carlo Calenda, leader di Azione, con un post ha chiarito «il campo largo ha un perimetro - Avs, Pd e M5s e un’agenda: green deal, linea Landini sul lavoro, no al riarmo, no al sostegno all’Ucraina”. Come per dire non è casa nostra.

Segretario è un addio definitivo al campo largo?

]«Ho detto e ridetto che l’alleanza che mette insieme Elly Schlein con Giuseppe Conte ed Alleanza Verdi e Sinistra per noi è infrequentabile. Ci dividono da loro un sacco di cose, ricordo solo i due aspetti principali: i valori occidentali, che per noi sono imprescindibili, e l’idea dello sviluppo».

Ieri ha proposto un accordo in venti punti riservato all’area liberale. A chi pensa?

«Intanto sono convinto che si cambierà la legge elettorale perchè è reale il rischio che con quella attuale non vinca nessuno. Si discute di un nuovo sistema proporzionale con un premio di maggioranza, ci sarà comunque lo spazio per tentare un’operazione come fu il terzo polo. I miei interlocutori sono le tantissime esperienze e sigle del frastagliato arcipelago liberale. Certamente Drin-drin, come il Partito Libdem di Luigi Marattin ed Andrea Marcucci. Tutti coloro che sentono questo bipolarismo inadeguato».