Se la distanza tra Carlo Calenda ed Elly Shlein è misurabile con gli stivali delle Sette leghe, quella tra il leader di Azione e la riformista del Pd, Lia Quartapelle dovrebbe essere misurabile in passi di formica. Non è andata propriamente così. Ieri, Calenda a margine di un appuntamento con gli studenti della Cattolica, ha prima rilanciato un suo vecchio cavallo di battaglia. Carlo Cottarelli, candidato sindaco di Milano. E fin qui tutto bene - anche se nei giorni scorsi il potenziale candidato del Pd, Pierfrancesco Majorino, additato dallo stesso Calenda come una scelta che potrebbe portare Azione a valutare l’appoggio al centrodestra, ha ricordato che Calenda abbandonò Cottarelli per appoggiare la candidatura di Letizia Moratti alle regionali lombarde -, fino a quando Calenda ha liquidato come una bufala le possibili primarie per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra.