Azione sarà alleata con Fratelli d’Italia nelle Marche? «Non c’è nessun accordo con FdI o con la destra. E certamente non presenteremo una lista nelle Marche». E quell’offerta di avere il vicesindaco di Milano? «Lì è una cosa diversa. E con Forza Italia c’è un ottimo rapporto». La giacchetta di Carlo Calenda viene tirata un po’ da destra e un po’ da sinistra.
Azione non è al suo massimo splendore, ma quei voti moderati, che appunto non stanno né di qua né di là, fanno gola a tanti quando le urne si avvicinano. E in questa chiacchierata con il Corriere, il leader di Azione mette un paio di punti fermi. Si parte dal caso Marche, dove si voterà tra fine settembre e l’inizio di ottobre assieme alle altre Regioni. Qui il bis del governatore uscente Francesco Acquaroli, fedelissimo di Giorgia Meloni, non è dato per scontato da un paio di sondaggi riservati. Si annuncia quindi un testa a testa, anche perché lo sfidante del centrosinistra sarà Matteo Ricci, ex sindaco di Pesaro, forte delle 105mila preferenze alle Europee, decisive per una regione piccola. Senatore Calenda, quindi? «Nelle Marche Azione non presenterà una lista a supporto dei candidati di destra o di sinistra. Decideranno i territori se presentare candidati nella lista del presidente. Ma devo dire la verità: le Regioni sono un centro per l’inutile proliferazione di partecipate e di consenso, talvolta clientelare. In un contesto del genere il voto d’opinione è scomparso e si rischia un’affluenza del 35-40 per cento».






