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Ultimo aggiornamento: 19:42
Tra Carlo Calenda e Forza Italia sembrava tutto pronto per una bella convergenza di intenti. Al contrario del suo ex socio Matteo Renzi, che da qualche tempo predica l’unità del centrosinistra, il leader di Azione ultimamente ha intensificato il flirt con la maggioranza di governo. Sabato, ospite della festa dei giovani di Forza Italia a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), ha lodato il partito berlusconiano: “Con loro ho più cose in comune: il loro posizionamento, che è popolare e moderato, e il sostegno all’Ucraina”. Persino Antonio Tajani lo ha riempito di complimenti, presentandolo dal palco della kermesse. Eppure, proprio nel momento migliore, l’idillio si è bruscamente interrotto: un acceso diverbio con il governatore della Sicilia, Renato Schifani, e ora per le ambizioni di Calenda sembra tutto da rifare.
Schifani, che è anche presidente del consiglio nazionale di Fi, ha persino rinunciato al suo intervento alla convention, tanto era indignato con il leader di Azione. “Calenda ha offeso la Sicilia, un comportamento assurdo da parte di un ospite”, ha dichiarato risentito, lasciando la festa. Tutto è accaduto fuori dal tendone, poco prima dell’intervento di Calenda sul palco e davanti a decine di persone. Vedendo arrivare Calenda, Schifani s’è fermato per salutarlo. “Ciao Carlo, gli ho detto – racconta il presidente della Regione siciliana – E lui: ciao, tu sai cosa penso della Sicilia, è da cancellare, da cancellare“. Un’uscita che ha mandato il governatore su tutte le furie: “Ho ribattuto che la Sicilia è la Regione che è crescita di più in Italia in termini di Pil, ma lui ha continuato col suo atteggiamento, insinuando che la Sicilia è da buttare”.









