Dopo la rotturaSegui Domani su Google07 luglio 2026 • 19:17Molti cattoprogressisti sperano che la recente scomunica sia una premessa per un regolamento di conti anche con i nostalgici interni. E casomai anche con tutte le altre destre cattoliche, cresciute in questi anni. Ma Prevost deve assicurare alla Cattedra di Pietro autorevolezza e universalitàLo scisma si è infine consumato. I lefebvriani hanno ordinato i loro vescovi senza approvazione papale e sono stati scomunicati. La rottura è parsa inevitabile. I seguaci del defunto vescovo francese nemico del Concilio non hanno fatto mostra di una grande disponibilità a trovare un’intesa con Roma. Mediazioni fallite Già da tempo all’interno del movimento lefebvriano prevalgono i radicali, l’ala che premeva per una rottura completa con la Chiesa cattolica. Da costoro, l’invito di papa Leone XMarco MarzanoProfessore ordinario di Sociologia presso l’Università di Bergamo ed è tra i fondatori della rivista “Etnografia e Ricerca Qualitativa”. Tra le sue pubblicazioni Cattolicesimo magico (Bompiani, 2009), Quel che resta dei cattolici (Fetrinelli, 2012), La società orizzontale (con Nadia Urbinati, Feltrinelli, 2017), La chiesa immobile. Francesco e la rivoluzione mancata (Laterza, 2018), La casta dei casti. I preti, il sesso, l'amore (Bompiani, 2021).