Il Tribunale di Gorizia riconosce che gli indumenti da lavoro che hanno una funzione di protezione della salute e della sicurezza, devono essere tenuti dall'azienda in condizioni igieniche adeguate

Il Tribunale di Gorizia ha accolto le richieste di sette dipendenti dell’Aeroporto di Trieste, l’unico aeroporto del Friuli Venezia Giulia, stabilendo che il datore di lavoro avrebbe dovuto provvedere anche al lavaggio delle tute da lavoro utilizzate durante il servizio. I lavoratori interessati si occupavano di attività di facchinaggio, manutenzione ordinaria degli aeromobili, mantenimento dei requisiti igienico-sanitari a bordo, assistenza in rampa e supporto ai passeggeri. Secondo il giudice, tutte queste mansioni comportano un’esposizione a rischi specifici legati all’ambiente di lavoro, rendendo necessario che gli indumenti protettivi siano mantenuti in adeguate condizioni igieniche.

Il risarcimento ai lavoratori

Come riportano Il Piccolo e Messaggero Veneto, le cause sono state avviate tra il 2025 e il 2026 da sette dipendenti iscritti alla Filt-Cgil, che sostenevano di aver lavato a proprie spese le tute aziendali sin dal 2002. Il Tribunale ha così riconosciuto a ciascun lavoratore un rimborso di 10 euro al mese per le spese sostenute nel corso degli anni. Complessivamente, la società aeroportuale è stata condannata a versare 16.080 euro, oltre agli interessi e alla rivalutazione monetaria, che si aggiungono ai 4.035,64 euro per le spese legali.