HomeUmbriaCronacaLicenziata dallo studio medico, il ricorso finisce in tribunaleLa donna accusa il datore di lavoro di “vessazioni“: dai permessi-studi “mancati“ ai pochi sorrisiIl tribunale di Spoleto dove oggi sarà discusso il ricorsoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFoligno (Perugia), 9 luglio 2026 – Gli esami all’università? Se riusciva a cambiarsi di turno con la collega. Il figlio, minore, aveva dei problemi o stava male, per cui lei doveva assentarsi? Ok, ma non troppo bene. Doveva andare in bagno? Sì, ma non se c’era da aprire la porta a un cliente. Perché sennò quella porta chi l’avrebbe dovuta aprire? Il dottore? Impensabile. Una serie di presunte vessazioni sul lavoro, quelle che avrebbe subito un’impiegata di uno studio medico di Spoleto, licenziata poi dal suo datore.

Licenziamento contro il quale, la donna, assistita dagli avvocati Nunzia Parra e Marco Brusco, ha presentato un ricorso, sostenendo la nullità del provvedimento e la nullità del licenziamento, ma anche le condotte di presunto mobbing subito nel corso del tempo. La donna, oggi 44 anni, venne assunta nel novembre del 2022 a tempo determinato. Contratto che si era trasformato indeterminato alla fine di quell’anno, con qualche giorno di anticipo rispetto alla sua scadenza.