L’Associazione italiana editori (Aie), organizzatrice del festival della piccola e media editoria Più Libri Più Liberi in programma a Roma dal 4 all’8 dicembre 2026, ha comunicato che valuterà di esporre anche le sette case editrici che hanno presentato la domanda di candidatura senza allegare la dichiarazione di adesione ai principi costituzionali e ai valori dell'antifascismo, divenuta subito controversa anche a causa delle critiche espresse dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
In altre parole, anche le case editrici che non hanno sottoscritto l’ormai famosa “dichiarazione di adesione ai principi costituzionali e ai valori dell’antifascismo”, ribattezzata «patentino dell’antifascismo» dalla stessa premier. «Trattandosi dell'esplicitazione di principi generali già richiamati nel regolamento della manifestazione, la Fiera ha comunque deciso di prendere in considerazione anche queste», si legge nella nota con cui si dà notizia della chiusura della campagna commerciale.
«Gli editori che hanno chiesto di esporre sono oltre 300. Nei prossimi giorni esamineremo le domande pervenute e individueremo quali accogliere in base allo spazio disponibile: criterio fondamentale sarà la coerenza del progetto editoriale e imprenditoriale con le finalità della manifestazione, nata per dare visibilità e sostenere la crescita della piccola e media editoria italiana», si legge ancora.













