Dopo lo scontro con il governo e l'intervento di Giorgia Meloni, l'Associazione italiana editori accoglie anche le domande senza firma sui valori costituzionali. La presidente Malato: «Formula da ripensare»
La richiesta di sottoscrivere una dichiarazione di adesione ai valori antifascisti per poter esporre alla fiera romana della piccola e media editoria Più libri più liberi è stata accantonata. Come scrive Repubblica, l’Associazione italiana editori (Aie) ha deciso di esaminare e includere anche le sette domande di partecipazione rimaste “incomplete” proprio a causa del rifiuto da parte di alcuni editori di siglare il documento. Una scelta che azzera le durissime polemiche delle scorse settimane, culminate con l’affondo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che aveva liquidato l’iniziativa come una vera e propria forma di censura.
Il dietrofront organizzativo dopo lo scontro con Palazzo Chigi
Attraverso un comunicato ufficiale, i vertici della kermesse editoriale hanno provato a smorzare i toni, spiegando che l’autocertificazione non faceva altro che esplicitare concetti e norme già previsti dallo statuto della manifestazione. «Trattandosi dell’esplicitazione di principi generali già richiamati nel regolamento della manifestazione, la fiera ha comunque deciso di prendere in considerazione anche queste», si legge nella nota dell’organizzazione.











