Oggi al via il 34° vertice dell’Alleanza Nord Atlantica e l’incipit che arriva dal segretario generale, l’olandese Mark Rutte, testualmente recita: «La Nato com'è stata finora non è più sostenibile». Il monito che, crediamo, possa diventare viatico per il Vertice che si apre oggi e affronterà diversi punti delicati, tutti in un modo o nell’altro, legati alle scelte imposte dal presidente Trump che, da sempre, martella gli alleati della Nato, accusandoli di spendere poco e di non essere collaborativi con le guerre che, peraltro, unilateralmente gli Usa dichiarano in varie parti del mondo. Uno dei punti più rugosi che dovranno affrontare le delegazioni dei 32 paesi partecipanti sarà, a nostro avviso, impedire che Donald Trump diventi il protagonista assoluto del vertice, impresa di per sé già molto ardua. Abbiamo appreso dalla stampa occidentale - soprattutto americana – che l’obiettivo principale dei 31 Paesi alleati è finalizzato a limitare gli attriti con The Donald, che negli ultimi mesi ha rimesso pesantemente in discussione alcuni dei pilastri del rapporto transatlantico.
All’inizio del 2026, Trump ha minacciato di volere acquisire il controllo (proprietà?) della Groenlandia; ha pesantemente criticato gli alleati europei, accusandoli di spendere troppo poco per la difesa e, di buon peso, ha alimentato nuove tensioni dopo gli attacchi contro l’Iran, iniziati senza aver neanche avvisato gli alleati – ricordiamo il ministro della difesa in bermuda ignaro di quello che stava accadendo a Dubai- e condotti senza alcun coordinamento con i governi europei; non manchiamo, inoltre, di ricordare anche la minaccia di rivedere la presenza dei contingenti militari americani schierati nelle basi dell’Unione Europea: l’amministrazione trumpiana ha realisticamente pensato di ridurre uomini e mezzi Usa destinati alla difesa dell’Europa.











