Il mondo è cambiato. L'economia globale attraversa una mutazione senza precedenti. Geopolitica e tecnologia non costituiscono disturbi passeggeri. «Sono forze che rimodellano di continuo l'ambiente in cui operano famiglie, imprese e decisori politici». Il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, chiude la conferenza ChaMP a Roma tracciando una linea netta col passato. L'epoca della stabilità cede il passo a un'era dominata dall'incertezza. «Dopo la Grande Moderazione, il mondo è entrato in quella che possiamo chiamare una Grande Riconfigurazione». Una rivoluzione complessa che impone alle banche centrali di riscrivere i fondamenti della politica monetaria. E che, secondo Panetta, richiede una «robustezza che diventa sempre più importante». L’economia globale sta mutando a una velocità significativa. E l’intelligenza artificiale rappresenta il fulcro di questa trasformazione. Questo strumento non opera in un vuoto isolato ma si intreccia a doppio filo con il clima e la demografia. Le reti neurali e i server richiedono risorse fisiche imponenti. «L’AI richiede grandi quantità di energia e acqua», ricorda il banchiere centrale italiano. Questa sete inesauribile crea una connessione vitale con la transizione ecologica. «Espandere l'offerta di energia pulita e a prezzi accessibili, e migliorare la gestione delle risorse naturali, sosterrebbe lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale più potenti», rammenta. I vantaggi per la collettività, in tal contesto, assumono una veste reciproca. Da un lato «l’AI può migliorare l'efficienza energetica, ottimizzare l'uso dell'acqua e accelerare l'innovazione nelle tecnologie pulite". Tale sinergia incontra il muro della disgregazione geopolitica. Le tensioni internazionali limitano l'accesso ai componenti critici, ai dati e alle infrastrutture digitali.