<p>La politica monetaria della <strong>Banca Centrale Europea</strong> dovrà restare flessibile in un contesto in cui inflazione e crescita continuano a muoversi in equilibrio precario. È il messaggio lanciato dal governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, intervenendo alla conferenza conclusiva del <strong>Network ChaMP</strong>, ospitata a Roma da Bankitalia. </p> <p> </p> <p>Secondo Panetta, l’Eurozona si trova davanti a uno scenario ancora fragile.
Da un lato i negoziati tra Stati Uniti e Iran potrebbero contribuire a ridurre i prezzi dell’energia rispetto alle ipotesi formulate nelle proiezioni di giugno.
Ma dall’altro i rischi <strong>geopolitici</strong>, le tensioni sulle catene di approvvigionamento e le aspettative di inflazione impongono prudenza.
Per questo motivo, ha spiegato, «la politica monetaria deve evitare di impegnarsi in un percorso prestabilito». </p> <p> </p> <h2><strong>No agli automatismi sui tassi secondo Panetta</strong></h2> <p>Il governatore ha difeso l’approccio seguito dalla Bce, sottolineando che l’istituto di Francoforte deve «navigare tra due estremi».
Da una parte non può limitarsi a considerare gli <strong>shock energetici</strong> come fenomeni temporanei destinati a riassorbirsi rapidamente e dall'altra non deve reagire come nel 2022, quando l’esplosione dei prezzi dell’energia rese necessario un forte ciclo di rialzi dei tassi. </p> <p> </p> <p>«Non siamo in una replica del 2022», ha osservato Panetta.











