Roma, 7 lug. (askanews) – Le trattative tra Stati Uniti e Iran “potrebbero portare a prezzi del petrolio più bassi di quelli indicati nello scenario di base delle previsioni economiche a giugno” della Bce. “Ma le prospettive restano fragili, per l’inflazione i rischi al rialzo continuano a coesistere con rischi al ribasso per la crescita”. E questo “richiede un costante monitoraggio degli sviluppi geopolitici, dei mercati dell’energia, delle catene degli approvvigionamenti, dei salari e delle aspettative di inflazione. Richiede anche che la politica monetaria eviti di vincolarsi a un percorso predeterminato”. È il messaggio lanciato dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento oggi alla conferenza conclusiva del Network ChaMP (Challenges for Monetary Policy Transmission in a Changing World), ospitata da Bankitalia a Roma, presso il Centro Convegni Carlo Azeglio Ciampi.
Secondo Panetta “la Bce deve navigare” evitando “due estremi”: quello di ignorare shock dell’energia e quello, opposto, di ritenere di trovarsi nella stessa situazione del 2022, che rendeva necessaria un’energica stretta monetaria. “Oggi l’istituzione non deve né liquidare lo shock come temporaneo, né rispondere come se l’economia fosse nelle stesse condizioni di quattro anni fa”, ha detto.












