<ul class="leggi-anche"> </ul> <p> </p> <p>Il forte calo del petrolio, dovuto a un possibile accordo tra <strong>Usa</strong> e <strong>Iran</strong>, ha ridotto per il momento i timori sul rialzo dell’inflazione nell’<strong>Eurozona</strong> e di conseguenza su significativi rialzi dei tassi da parte della <strong>Bce</strong>, dopo quello varato l’11 giugno (da 2 a 2,25%). </p> <p>La banca centrale è orientata a restare ferma nella riunione di luglio, in attesa di <strong>maggiore chiarezza sul quadro geopolitico in Medio Oriente</strong>.

Le minori pressioni sul carovita, se saranno confermate nei prossimi mesi sui mercati energetici, potrebbero spingere la banca centrale a rinviare un secondo aumento dei tassi oppure anche a fermarsi del tutto. <span contenteditable="false"> </span> </p> <p>Un’inflazione sotto controllo avvicinerebbe anche un addio anticipato della presidente <strong>Christine Lagarde</strong>, come ha detto lei stessa in un’intervista a <strong>Les Echos</strong>, con l’obiettivo ufficiale di fare sentire «una voce europea» nelle elezioni francesi.

Il mandato terminerebbe a fine ottobre 2027. </p> <h2>Il possibile addio anticipato di Christine Lagarde</h2> <p>La mossa di Lagarde consentirebbe di candidare un capoeconomista francese alla Bce (si parla della vicegovernatrice <strong>Agnès Bénassy-Quéré</strong>) al posto di <strong>Philip Lane</strong>, che dovrà lasciare l’incarico a fine maggio.