Il cantiere globale dei pagamenti è un’opera incompiuta. «Al centro di ogni sistema finanziario vi è l'infrastruttura dei pagamenti». Con questa premessa Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia e presidente del Committee on Payments and Market Infrastructures, delinea uno scenario severo dall’ambasciata italiana a Londra.

L'allarme è concreto. «Nel processo di modernizzazione dell’economia, i pagamenti transfrontalieri restano ancora un cantiere incompiuto», sottolinea il banchiere centrale italiano. Un monito senza equivoci che si staglia in un quadro internazionale dominato da tensioni geopolitiche crescenti. Per Panetta le inefficienze attuali non rappresentano un ostacolo tecnico marginale, ma una frattura che penalizza il commercio estero e le fasce deboli della popolazione.

Ripercussioni sulle fasce più deboli

È per tale motivo che serve un cambio di paradigma. «La frammentazione non offre né resilienza né sovranità: comporta costi più elevati, minore liquidità e nuove divisioni», rimarca tracciando l’orizzonte strategico. L'analisi di Via Nazionale parte da dati impietosi. Mentre i circuiti domestici vantano progressi tangibili in termini di velocità e operatività ininterrotta, le transazioni internazionali restano frenate da lentezza, fusi orari disallineati e oneri gravosi.