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L'immagine di Marcos Cafù che solleva la coppa del mondo sotto il cielo di Yokohama dopo essersi arrampicato sul tavolino dov'era stato posizionato il trofeo rischia di restare scolpita ancora a lungo nella memoria dei tifosi brasiliani, orfani ormai da 24 anni di un titolo che per ben cinque volte ha fatto esultare il Paese sudamericano, attraverso epoche diverse. Dalla lunga epopea del grande Brasile di Pelè, al trionfo di Usa '94 a danno dell'Italia in finale, fino al successo, proprio, nei Mondiali di Giappone e Corea del 2002.
Da quasi 30 anni i Pentacampeon sembrano non riuscire più a migliorare il proprio record, complice un vistoso calo di grandi campioni - sono lontani i tempi di Ronaldo, Ronaldinho, Rivaldo e Roberto Carlos - mentre un calcio sempre più all'insegna dell'atletismo sembra premiare le squadre africane, nordeuropee, come la Norvegia di Haaland capace di mandare a casa i verdeoro grazie alla doppietta del bomber del City. O nazionali come la Francia, rafforzate dalle seconde generazioni. Il tutto a discapito della tecnica pura, ormai appannaggio fra le big delle sole Spagna e Argentina.
Norvegia avanti con doppietta Haaland, il Brasile di Ancelotti saluta il Mondiale












