Più che un’anomalia, il pareggio è sempre più il riflesso della frammentazione delle democrazie contemporanee. Il parlamentarismo italiano ha saputo assorbire tensioni e trasformazioni politiche senza spezzarsi. Inseguire maggioranze artificiali in nome della governabilità rischia di produrre l’effetto opposto. L’esperienza europea mostra che neppure i sistemi presidenziali o bipolari sono immuni dall’instabilità. La vera sfida non è eliminare il compromesso, ma valorizzarlo come essenza della democrazia parlamentare. L’analisi di Mario Giro
Tutti a discutere di legge elettorale ma ci si chiede: davvero il pareggio sarebbe il “male della politica italiana” come si dice?
Lo sostengono coloro che auspicano un sistema in cui i cittadini possano comprendere subito chi ha vinto le elezioni.
A parte che nessuno l’ha mai chiesto direttamente agli italiani, tale visione è mutuata dai sistemi bipartitici o presidenziali, mentre da noi la Costituzione prevede che i governi nascano in parlamento.
La centralità del parlamento e le sue ampie prerogative sono al centro della costruzione costituzionale italiana del dopoguerra.










