La legge elettorale va cambiata per garantire governabilità, è la voce comune della maggioranza: ma è davvero così?

Il dibattito sulla legge elettorale in Italia ha una caratteristica precisa: torna sempre, porta sempre le stesse argomentazioni, e quasi mai guarda ai dati. Una legge elettorale deve garantire rappresentatività dell’elettorato e – secondo una tendenza molto in voga nella Seconda Repubblica – anche governabilità. Come la deputata FdI Ylenia Lucaselli che oggi dice: “Non vogliamo più governi tecnici o che durano 15 mesi”. Vale quindi la pena di fare un ragionamento. E magari analizzare qualche dato.

Dal 1946 a oggi, l'Italia ha usato quattro leggi elettorali diverse. Non è difficile metterle in fila e misurare quanto sono durati i governi prodotti da ciascuna.

Proporzionale puro

Con il sistema proporzionale puro delle prime undici legislature — dal 1948 al 1993 — si contano quarantasette governi, con una durata media di 11,4 mesi ciascuno. Poco meno di un anno. Era un altro Paese, con un altro sistema di partiti, e un contesto internazionale che metteva la maggioranza Dc a riparo da ribaltoni che coinvolgessero l’opposizione comunista. Era un sistema bloccato, i confronti reggono fino a un certo punto, quindi registriamo il dato e andiamo avanti.