di
Viviana Mazza
Una volta che migliaia e migliaia di persone erano uscite fuori dal perimetro del National Mall, Trump ha annunciato che avrebbe fatto comunque un discorso, anche a costo di parlare alle 2 del mattino. E la gente è rientrata
DALLA NOSTRA INVIATAWASHINGTON - Il discorso non è stato lunghissimo, circa 40 minuti, al contrario di quanto aveva preannunciato Trump, ma è stato (come gli altri per questo 250° anniversario) un suo tipico comizio. Ha ripetuto l’appello ad approvare la legge Save America Act, che rederebbe obbligatorio presentare prova di cittadinanza e un documento di identità per votare e limiterebbe il voto per posta. Ha avvertito che «i comunisti» potrebbero prendere piede nel Paese: lo ha definito un «cancro» e ha sottolineato che «è una minaccia che va bloccata immediatamente, prima che inizi». Ha lodato le conquiste americane: le vittorie in guerra, lo sbarco sulla Luna («Andremo anche su Marte»), il volo del fratelli Wright, e il sistema di governo statunitense in generale. «Saremo sempre in cima. L’America è una nazione di vincitori e il nostro Paese sta vincendo di nuovo». Ha detto di aver «spazzato via» le forze militari dell’Iran. La folla ogni tanto si alzava in piedi, spesso applaudiva. «Il meglio deve ancora venire - ha concluso il presidente -. Lo spirito del 1776 vive con tutti noi».Ma la vera notizia è stata l’odissea vissuta dai suoi sostenitori. Prima, tra le 3 e le 5 ore in fila al sole per entrare al National Mall in un caldo opprimente, che ha toccato i 39° celsius. Poi, non appena tutti erano dentro, è stata ordinata l’evacuazione per via di un imminente temporale: la gente è stata costretta a trovare rifugio in un paio di edifici federali e nel museo di storia afroamericana. I fulmini in effetti si intravedevano mentre i caccia volavano sopra la folla di 150mila persone radunata intorno al gigantesco palcoscenico, e anche se la pioggia è stata poca gli organizzatori non volevano correre rischi.APPROFONDISCI CON IL PODCASTI critici di Trump sui social esultavano: «Dio c’è». I sostenitori di Trump non avevano nessuna intenzione di andarsene: ci sono volute due ore e mezza perché gli agenti federali e la polizia riuscissero a staccarli dai posti che si erano conquistati sugli spalti. Alcuni si sono messi a pregare, altri a cantare o a giocare a «Uno» sotto un tendone, finché la polizia e i federali usando fischietti, altoparlanti (ripetendo il messaggio anche in spagnolo) e avanzando con un cordone di agenti sono riusciti a spingerli fuori. Alcuni erano furiosi: «Era ok tenere le persone per dieci ore nel caldo? Non venitemi a dire che questo è per ragioni di sicurezza!». Dion Cini, che indossava una camicia con la faccia di Trump (vende prodotti trumpiani online, la sua azienda si chiama TrumpSwag), si è messo a ballare ai piedi del Washington Monument sventolando una bandiera che diceva «Rubio 2028»: è venuto dalla Florida, ha speso 5.000 dollari in hotel e diceva che la Grande Fiera degli Stati era un disastro, per non parlare di questa serata del 4 luglio: «Trump è troppo estremo, da domani non venderò più i suoi gadget, passo a Rubio!» (il segretario di Stato). Per Alex, un giovane ingegnere con due amici, venuti da Fort Collins, in Colorado, era la prima volta a Washington: non erano qui per Trump - dicevano - ma per festeggiare il compleanno della loro nazione. Uno di loro ha perso un contratto importante perché quando Trump ha sciolto «Doge», l’agenzia guidata da Musk, anche i soldi promessi per gli investimenti federali sono spariti nel nulla.Ma poi, una volta che migliaia e migliaia di persone erano uscite fuori dal perimetro del National Mall, Trump ha annunciato che avrebbe fatto comunque un discorso, anche a costo di parlare alle 2 del mattino, e la folla si è rimessa in fila per passare di nuovo dai metal detector. Migliaia di persone sono tornate a sedersi e ad applaudire il presidente (anche se molte migliaia non sono arrivate in tempo o hanno mollato). E poi tutti a ballare seguendo la musica che accompagnava una serie infinita di fuochi d’artificio.Non si sono visti al comizio invece i suprematisti bianchi dell’organizzazione Patriot Front, fotografati in marcia durante la giornata dalla stazione fino al Campidoglio (in una foto dell'agenzia Afp li si vede in una metro affollata, con il volto coperto, e c’è un unico altro passeggero visibile, un nero).














