Il cielo sopra Washington è stato il primo ostacolo della serata più attesa dell'anno politico americano. Allerta per caldo estremo, poi un severe thunderstorm watch, infine l'evacuazione temporanea del National Mall: la celebrazione dei 250 anni dell'indipendenza degli Stati Uniti, il 4 luglio 2026, ha rischiato di saltare prima ancora di cominciare. Donald Trump ha atteso, ha promesso sui social che sarebbe rimasto "anche fino alle due di notte" pur di parlare, e alla fine ha preso la parola sul palco del "Salute to America" poco prima della mezzanotte, con al fianco la first lady Melania e davanti a una folla che il Washington Post ha stimato dimezzata rispetto a quella presente prima dell'evacuazione.
Il discorso, contenuto in circa quaranta minuti nonostante le attese di un intervento più lungo, ha chiuso mesi di celebrazioni legate al semiquincentenario della nazione, orchestrate dalla Casa Bianca attraverso la Task Force 250 istituita a gennaio 2025 e la partnership pubblico-privata Freedom 250, che secondo Reuters avrebbe finito per mettere in ombra l'organismo nonpartisan creato nel 2016 per gestire la stessa ricorrenza.
"Più ricchi e forti che mai"
Trump ha assicurato che gli Stati Uniti sono "più ricchi e forti che mai, e lo saremo ancora di più", intrecciando l'elogio della potenza militare americana con un afflato religioso che ha attraversato l'intero intervento, in linea con l'impostazione data dalla Casa Bianca alle celebrazioni, orientate anche verso momenti di preghiera. "In tutto il mondo cercano di essere come noi, ma nessuno può essere come noi e, con l'aiuto di Dio, saremo sempre così o addirittura migliori", ha detto in uno dei passaggi più applauditi, richiamando la Dichiarazione d'Indipendenza per sostenere che "siamo tutti creati a immagine di un unico Dio onnipotente".











