Il sagrato del National Mall di Washington ha fatto da cornice allo show “Salute to America”, l’evento clou delle celebrazioni del 4 luglio per lo storico traguardo dei 250 anni della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti. L’inizio della manifestazione è stato fortemente rallentato dal rischio di violenti temporali che hanno costretto le autorità a disporre temporanei allontanamenti per ragioni di sicurezza. Ciò nonostante, il presidente Donald Trump è apparso sul palco visibilmente energico tra gli applausi scroscianti della folla, affiancato dalla first lady Melania. Il discorso del tycoon, in linea con le previsioni della vigilia, ha assunto rapidamente i tratti e i ritmi incalzanti di un vero e proprio comizio politico in grande stile.

L’attacco al comunismo e la trincea sul Secondo Emendamento

Nel corso del suo intervento, il capo della Casa Bianca ha voluto tracciare una linea di demarcazione netta rispetto alle ideologie collettiviste e ha ribadito con forza la tutela dei diritti costituzionali tradizionali, con un focus mirato sulle armi da fuoco.

“Non vogliamo i comunisti, non ne abbiamo bisogno e l’America non diventirà mai un Paese comunista”. Lo ha detto Donald Trump, nel suo discorso per i 250 anni della Dichiarazione di Indipendenza. “Nei quasi sei anni della mia presidenza, ho difeso con estrema fermezza il Secondo Emendamento”, che garantisce ai cittadini il diritto di possedere e portare armi.