WASHINGTON. Sotto un cielo illuminato a giorno da 850mila fuochi d’artificio, il 250° anniversario dell’indipendenza degli USA si è concluso nella capitale americana e in tutto il Paese. Uno show impressionante, durato 40 minuti. Subito dopo la fine, una tempesta si è abbattuta sulla città. Un’altra, qualche ora prima, aveva rischiato di rovinare la festa a tutti, in primis a Donald Trump, per il rischio di fulmini: National Mall evacuato verso le 19 e migliaia di persone obbligate a cercare rifugio nei musei ed edifici federali limitrofi. Doveva essere la più grande celebrazione del 4 luglio della storia recente secondo l’amministrazione americana; è andata vicinissima al naufragio. L’incertezza dovuta al clima estremo e l’evacuazione dei partecipanti, dopo giorni di temperature oltre i 40 °C, hanno fatto temere la cancellazione di tutti gli eventi della sera, a partire dal discorso del presidente americano. Trump, da parte sua, ha insistito con tutto sé stesso affinché il suo tanto pubblicizzato spettacolo del 4 luglio sul National Mall si tenesse, nonostante il maltempo che ha gettato l'evento nel caos.

Ma per quanto il presidente potesse avere il controllo della situazione, non ha potuto controllare il meteo. Ciononostante, alla fine, la Natura è apparsa clemente. Con due ore di ritardo – dopo le 23 – il tycoon di New York ha preso la parola sotto il Washington Monument, parlando a una sparuta folla che aveva avuto pochissimo tempo per tornare al National Mall. «Buonasera, America. Se pensate che sia stato facile, non lo è stato», ha detto il presidente all'inizio del suo discorso. «Voglio ringraziare tutti, perché hanno fatto la cosa giusta. Hanno visto dei fulmini, ma io ho detto: “Non se ne parla proprio. Se dovessimo parlare davanti a una sola persona alle quattro del mattino, io sarò qui. Non c'è verso che ci si lasci scoraggiare”», ha proseguito Trump. Nel suo discorso, durato quaranta minuti, The Donald ha menzionato i successi degli Stati Uniti, definiti da lui come “un paese di vincitori”.