Nonostante il nubifragio, il presidente Usa è riuscito a tenere il discorso celebrativo per il 250esimo anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza sul National Mall: «Siamo una nazione di vincitori». Poi lo show con 850mila fuochi d'artificio, un numero record
Nonostante il nubifragio, Donald Trump è riuscito a tenere il discorso celebrativo per il 250esimo anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza sul National Mall di Washington. Due ore di ritardo, e quaranta minuti di proclami: dopo le 23, il tycoon è salito sul palco e ha preso la parola sotto il Washington Monument. «Buonasera, America. Se pensate che sia stato facile, vi assicuro che non lo è stato», ha esordito Trump, spiegando di aver voluto mantenere l’impegno nonostante i fulmini. «Ho detto che avrei parlato anche davanti a una sola persona alle quattro del mattino. Non ci saremmo fatti fermare», ha aggiunto.
L’attacco, di nuovo, al comunismo
Nel corso dei circa 40 minuti di intervento, il presidente ha celebrato gli Stati Uniti come «una nazione di vincitori», tornando ad attaccare con forza il comunismo, già al centro del discorso pronunciato al Monte Rushmore. Trump ha contrapposto il modello americano, fondato sulla libertà, a quello comunista, definendolo «un fallimento» e sostenendo che «non ha mai funzionato e non funzionerà mai». Ha inoltre invitato a fermare sul nascere qualsiasi “minaccia comunista”, paragonandola a «un cancro da estirpare rapidamente». Il presidente ha poi ribadito che gli Stati Uniti non permetteranno mai a nessuno di privarli della loro libertà. «I comunisti non hanno alcuna possibilità. Non li vogliamo nel nostro Paese», ha dichiarato.










