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“L’aveva promesso e l’ha fatto. È stato il più straordinario spettacolo della storia degli Stati Uniti”. Esultano con toni trionfalistici i sostenitori di Donald Trump, ripostando sui social le immagini dello show di fuochi d’artificio che ieri ha chiuso le celebrazioni per i 250 anni degli Usa. I cieli di Washington si sono riempiti di 850mila luci, lanciati da dieci postazioni in città, tra cui otto chiatte sul fiume Potomac. Un numero record per 40 minuti di esibizione pirotecnica (quanto la durata del discorso del tycoon).
L’amministrazione Usa ha puntato molto sullo show, promettendo uno spettacolo senza precedenti, una celebrazione della grandeur americana in pieno stile Trump. Annunci che, racconta la stampa americana, hanno spinto migliaia di persone a spendere anche cifre da capogiro per essere presenti al National Mall e non perdersi le esplosioni. Eppure alcuni giorni fa il Washington Post aveva diffuso il contenuto di un documento del National Park Service che avvertiva del rischio del forte inquinamento dell’aria per tre/sei ore proprio a causa dei fuochi.
“La combustione generata dai grandi spettacoli pirotecnici causa in genere un inquinamento significativo, poiché produce particolato fine, noto anche come PM2.5. Queste piccole particelle possono penetrare in profondità nel cuore e nei polmoni, causando irritazione e, in alcuni casi, attacchi d’asma e altre patologie”. Nel centro di Washington, “l’inquinamento sarà molto dannoso per la salute”, e le persone potrebbero avere “sintomi di irritazione”. Per questo si raccomandava di evitare “l’esposizione prolungata” e di indossare mascherine.










