È stato lanciato l’allarme da parte del National Park Service americano per le conseguenze dello spettacolo pirotecnico più grande di sempre: ecco le ragioni della polemica sui fuochi “italiani”

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Si sono conclusi con uno spettacolo pirotecnico da record (oltre 850mila fuochi d’artificio nel cielo di Washington, i più grandi di sempre) i festeggiamenti per i 250 anni degli Stati Uniti d’America dove era presente anche un pezzettino d’Italia visto che l’azienda che ha messo in campo i fuochi d’artificio più grandi di sempre affonda le sue radici in Campania, a Pietramelara (Caserta). Tutto bello, ma il National Park Service (Nps) ha storto il naso per le conseguenze derivanti per inquinamento e salute delle persone.Le ragioni della polemicaGli esperti hanno documentato l’aumento di inquinamento da fuliggine e metalli pesanti a seguito degli spettacoli pirotecnici con i funzionari dell’Nps a spiegare che la combustione genera numerose particelle, chiamate Pm 2.5, che sono talmente piccole da essere in grado di “penetrare nel cuore e i polmoni, causando irritazione, e in alcuni casi asma e altre malattie”. Alcuni scenari hanno previsto che queste particelle potessero avere una concentrazione, in microgrammi, tra 600 e 1.200 Pm 2.5 per ogni metro cubo (ma anche oltre 2.000) nell’area del National Mall dove sono stati sparati. Il presidente Trump non ha dato indicazioni particolari per le persone che hanno assistito allo spettacolo dei fuochi d’artificio mentre alcuni medici hanno invitato la popolazione a indossare delle mascherine protettive.La bozza di analisi sulla qualità dell'aria di maggio raccomandava di "evitare l'esposizione prolungata" al particolato fine, anche indossando maschere N95 "quando si è all'aperto". Lo scorso anno, secondo il servizio dei parchi nazionali, lo spettacolo pirotecnico di Washington ha previsto l'utilizzo di soli 7.000 fuochi d'artificio. “Moltiplicando questo numero per 120, si potrebbero riversare nel fiume Potomac sostanze inquinanti come perclorati e metalli pesanti, i cui effetti sull'uomo e sull'ambiente non sono ancora del tutto chiari agli scienziati”, spiegano alcuni media americani.Alcuni risultati dei festeggiamenti del 2025 hanno messo in luce che il particolato fine – particelle di fuliggine e fumo così piccole da poter essere inalate nei tessuti polmonari ed entrare nel flusso sanguigno – è passato da un intervallo di 10-15 microgrammi per metro cubo a oltre 1.000 microgrammi. Un terzo sito ha superato i 3.000 microgrammi. Lo standard nazionale su un periodo di 24 ore è di 35 microgrammi, mentre la media annua è di soli 9 microgrammi.