<p>È diventato legge da pochi giorni e il <strong>Piano Casa</strong> inizia a delinearsi in termini di obiettivi, risorse e attori coinvolti.<span contenteditable="false"> </span> </p> <p>I tre pilastri con cui il governo mira a risolvere, o almeno attenuare, la crisi abitativa che colpisce una buona fetta della popolazione prevedono la partecipazione di <strong>soggetti pubblici e privati</strong> nella creazione di nuovi alloggi, tra riqualificazioni e costruzioni ex novo. <span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <p>Tra gli operatori che hanno aderito, come <em>Milano Finanza</em> può rivelare, c’è <strong>Poste Vita</strong>, il ramo assicurativo del gruppo Poste Italiane, che investirà <strong>600 milioni di euro</strong>. </p> <p> </p> <h2><strong>I tre pilastri del Piano Casa</strong></h2> <p>Come detto, i punti programmatici della nuova legge sono tre.
Il <strong>primo </strong>è quello dedicato alla riqualificazione delle <strong>case popolari</strong>, sulla quale sta già lavorando il commissario <strong>Felice Squitieri</strong> e che potrà contare su circa <strong>7 miliardi</strong> di euro, comprendendo anche i fondi per la rigenerazione urbana da 4,3 miliardi destinati al periodo 2027-2034. </p> <p><br> Il <strong>secondo </strong>riguarda il <strong>Fondo di social housing</strong> gestito da <strong>Invimit</strong>, che a breve definirà il suo regolamento.














