<p>È diventato legge da pochi giorni e il Piano Casa inizia a delinearsi in termini di obiettivi, risorse e attori coinvolti.</p><p>I tre pilastri con cui il governo mira a risolvere, o almeno attenuare, la crisi abitativa che colpisce una buona fetta della popolazione prevedono la partecipazione di soggetti pubblici e privati nella creazione di nuovi alloggi, tra riqualificazioni e costruzioni ex novo. </p><p>Tra gli operatori che hanno aderito, come Milano Finanza può rivelare, c'è Poste Vita, il ramo assicurativo del gruppo Poste Italiane, che investirà 600 milioni di euro.

Come detto, i punti programmatici della nuova legge sono tre.

Il primo è quello dedicato alla riqualificazione delle case popolari, sulla quale sta già lavorando il commissario Felice Squitieri e che potrà contare su circa 7 miliardi di euro, comprendendo anche i fondi per la rigenerazione urbana da 4,3 miliardi destinati al periodo 2027-2034.</p><p>Il secondo riguarda il Fondo di social housing gestito da Invimit, che a breve definirà il suo regolamento.

Si conosce intanto la dotazione finanziaria: 3,6 miliardi annunciati dalla premier Meloni nella conferenza stampa a seguito del Consiglio dei ministri del 30 aprile scorso. </p><p>Il terzo mette al centro il contributo dei privati, per ampliare l'offerta di edilizia convenzionata.