Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiCentomila nuovi alloggi in dieci anni e una massiccia operazione di recupero che punta a rimettere in circolo sessantamila appartamenti popolari oggi inutilizzabili per carenze di manutenzione. La platea dei beneficiari si allarga includendo espressamente non solo le giovani coppie o gli studenti ma anche categorie di dipendenti pubblici soggetti a mobilità come insegnanti, personale sanitario e forze dell'ordine.
Sono questi i contenuti del Piano Casa che, dopo aver incassato la fiducia alla Camera, ha ottenuto ieri anche il via libera definitivo da parte dal Senato, diventando legge a tutti gli effetti. Il passaggio da Palazzo Madama non ha apportato modifiche al testo licenziato da Montecitorio.
Le risorse stanziate e la riqualificazione del patrimonio pubblico
Lo Stato mette così sul piatto risorse complessive che superano i dieci miliardi di euro tra fondi nazionali ed europei per trasformare il diritto all'abitare in un'infrastruttura sociale moderna. Il primo dei tre pilastri della riforma riguarda la riqualificazione del patrimonio residenziale pubblico attraverso uno stanziamento iniziale di 970 milioni di euro fino al 2030 gestito tramite una convenzione con Invitalia. Queste risorse serviranno prioritariamente a ristrutturare gli alloggi inagibili e ad adeguare gli impianti tecnologici per restituire dignità abitativa senza consumare nuovo suolo.












